Auguri da tutti noi a tutti voi

By at 23 dicembre, 2009, 2:14 pm

Auguri per un sereno Natale ed un felice Anno.
È un rito, una consuetudine, una tradizione scambiarsi gli auguri in questo periodo. Spesso si legge la frase di rito ma non si assume nessun impegno di fronte al gesto, alla tradizione, alla consuetudine, tutto ci sembra scontato, ovvio, magari non banale, ma “dovuto”.
Questo per noi dell’ IRSSAT è stato un anno difficile, forse il più difficile, ma anche il più ricco di intensità, di determinazione, di approfondimento.
Scelte dovute, certamente, ma anche scelte sofferte.
Abbiamo raggiunto una consapevolezza teorica riguardo alle nostre proposte che certamente ci rafforza e ci fortifica, ma ci dà anche il senso delle difficoltà e della pazienza.
Dall’autosufficienza ai paradigmi del futuro energetico e da questi alle considerazioni più generali riferiti alle cose che cambiano sotto i nostri occhi senza che noi ce ne accorgiamo salvo quando dobbiamo correre ai ripari per una insostenibilità dello sviluppo umano che, ora da questo lato, ora da quest’altro, mostra la corda e ci impone una riflessione che dura solo un attimo, ma riprende inesorabilmente con gli stessi riti fino al prossimo disastro ambientale ecologico etc.
Che fare quindi? A chi a cosa servono i sacrifici enormi che durante quest’anno abbiamo fatto? A che serve la nostra ansia, la nostra tenacia?
Se guadiamo il lavoro prodotto nel corso del 2009 non possiamo che essere orgogliosi della nostra attività eppure c’è qualche cosa che non ci rasserena, qualcosa che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto, quel senso di indeterminatezza di cose incompiute che ci lascia l’amaro in bocca.
Abbiamo cambiato sede, rivisto le spese, creato un Comitato Tecnico fatto da persone capaci e motivate, abbiamo prodotto uno studio sulla gestione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani che è in discussione a Bruxelles e che al di là del suo eventuale finanziamento ci riempie di soddisfazione e di coraggio: eppure quel senso di indeterminatezza resta, diventa allora inevitabile che si passi all’esplorazione più intima, più personale e ci si chieda con la stessa intensità cos’è che ci rende inquieti in questo nostro Santo Natale?
Sembra strano, ma non riesco a pensare a nulla che non sia legato a questa attività.
Il mondo cambia e non ce ne accorgiamo, lo accompagniamo nel suo cambiamento, a volte ne siamo protagonisti, ma ne siamo consapevoli?
Siamo in grado di discernere nell’operare le scelte? Siamo in grado di contribuire?
Questo dubbio ha in sè la caratteristica per insinuare in noi il senso di indeterminatezza? Si, la mia risposta è SI!
Quando pensiamo al mondo che cambia spesso ci riferiamo agli oggetti, alle cose che ci circondano come beni materiali, all’evoluzione tecnologica, ai treni, gli aerei le auto e diamo per scontato che un paesaggio cambi, che cambi la morfologia di una comunità, diamo come inevitabile il fatto che un paese si spopoli ed una città si ingrandisca, come se tutto questo prescindesse dalla nostra azione, come se la Geografia che ci circonda fosse statica e non subisse da questa nostra azione mutamenti profondi. Sembra quasi che la “durata” fosse legata alla nostra capacità di vedere la nascita e la fine di una cosa: ecco non siamo capaci di pensare alle cose con quel senso dell’eternità che prescinde dalla nostra singola esistenza.
Ci viene la curiosità di guardare la geografia non come un fatto geopolitico, ma nei sui aspetti più dinamici e ci viene la voglia di compararla, ma ci scontriamo contro quel muro di ovvietà che ci dice invece che tutto è chiaro, scontato.
Abbiamo realizzato un studio che riguarda l’applicazione del concetto di “impronta ecologica”, abbiamo cercato di trovarne forme di applicazioni generali, convinti di potere stimolare riflessioni sul diverso peso matematico di qualche suo aspetto, ma a che serve tutto questo se manca la consapevolezza di una risorsa eterna, risorsa che va mantenuta eterna e che dovrà esistere con noi tutti ed oltre noi tutti?
Se penso che questo Natale ci regalerà la forza e la costanza di guardare, a partire dalla fine di questo anno e poi per l’anno prossimo, alle risorse che abbiamo ed a valorizzarle, a custodirle, a moltiplicarle certo non facendone un discrimine ideologico, ma uno studio che metta insieme le nostre pubblicazioni, che riordini la nostra attività e la orienti verso una geografia urbana consapevole, allora riaffiora quel respiro che mancava, quel bisogno del tradizionale messaggio di auguri.
Auguri a tutti voi, auguri a tutti noi e benvenuto al Nostro Santo Natale.

Giuseppe Lo Bianco

Presidente IRSSAT

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